Peer Fortunato

Dopo una lunghissima assenza qui su WordPress, ritorno.

Un po’ di informazioni di cosa è successo e cosa sta succedendo nella mia vita, nel caso qualcuno le leggesse.
1) HO FINITO L’UNIVERSITA’.
Ebbene sì, la laurea esiste per tutti, anche per quelli che per scrivere la tesi si impanicano e prendono seriamente in considerazione l’idea di buttare tutto all’aria ad una passo dal traguardo. Nonostante questa crisi da tesi a novembre sono stata proclamata Dottoressa in piazza San Marco a Venezia.

2) HO INIZIATO UN MASTER.
Così, avendo sperimentato tutta l’ansia che si prova per scrivere una semplice tesi di laurea triennale, l’idea di vivere un’esperienza simile per la laurea magistrale mi ha raggiunto, salutato e se n’è andata. Volendo essere sincera, non solo l’idea di fare un’altra tesi mi ha dissuaso dal continuare con gli studi, ma anche l’idea di proseguire studi del tutto teorici che in due anni non mi avrebbero restituito delle competenze, ma soltanto delle conoscenze. Se avessi continuato tra due anni avrei avuto tutti i crediti necessari per l’insegnamento. Ma chi vogliamo prendere in giro poi? Gli insegnanti giovani ci sono, aspettano solo il loro turno per poter lavorare. Non è questo ciò che voglio per me.
Così ho deciso di affacciarmi al mondo dell’editoria con un master, in Editoria, per l’appunto.

Dato che il master mi ha portato a conoscere nuove case editrici e a vedere il mondo del libro in una prospettiva che non avevo mai lontanamente afferrato inizierò a parlarvi dei libri che leggo. Molte delle letture di cui vi parlerò d’ora in poi saranno state poste alla mia attenzione proprio durante le varie lezioni o le esperienze vissute con i miei colleghi.

Ecco perchè oggi vi voglio parlare di Peer Fortunato.
Si tratta di un libro di cui ci è stata regalata una copia al Book Pride di Milano dallo stand di Iperborea, una casa editrice che non conoscevo ma di cui sicuramente leggerò dei titoli dal momento che il formato dei libri Iperborea è davvero peculiare. Ogni libro sembra una piccola opera d’arte, pur nella sua semplicità. Inoltre il loro formato maneggevole rende anche la lettura molto semplice e non affaticante per gli occhi.
Finito questo elogio formale, andiamo a parlare finalmente di questo libro!

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Peer Fortunato è una sorta di autobiografia di H. C. Andersen.
Alla parola “autobiografia”, sono sincera, solitamente rabbrividisco. Non è il mio genere, “non sono interessata” penserei fra me e me e abbandonerei la lettura prima ancora di iniziarla. In questo caso è diverso. Quello che prendiamo fra le mani è un romanzo di un centinaio di pagine che racconta la vita di Peer, un ragazzo baciato dalla fortuna in tutto ciò che intraprende.
In ogni disciplina Peer eccelle: danza, canto, recitazione… Peer sembra nato per il successo, per la gloria eterna. E coloro ai quali la vita sorride hanno anche il privilegio di una morte gloriosa.

Il libro di cui vi ho appena raccontato è una lettura leggera, ma non per questo comica o banale. No. L’atmosfera che si respira è quella delle fiabe, assistiamo all’ascesa di Peer con la sua stessa ingenuità e spensieratezza. Gli occhi di Peer sono quelli di un bambino anche una volta cresciuto, e questo si avverte in tutto il romanzo. Peer fa constatazioni sulla ricchezza e sulla povertà che ogni bambino farebbe e noi ci stupiamo con lui, come se non sapessimo nulla del mondo. Senza dubbio è stato un libro che mi ha dato più di quanto mi aspettassi.

Che dire, buona lettura!

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