Grazie WordPress

Il titolo di questo post potrebbe voler dire tutto e niente.

Nel mio immaginario (e forse in quello di tutti) c’è sempre stata l’idea che chiunque incontri gente online sia un pazzo. O meglio… Non ho mai creduto ai siti d’incontro, non credo nelle relazioni a distanza, non credo a tutto ciò che è solo virtuale. Sono sempre stata amante di tutto ciò che è tangibile (a parte i libri… forse gli ebook hanno più lati positivi).

Non pensavo che grazie a WordPress avrei incontrato una persona reale. Una persona in carne ed ossa. Una persona che dopo due anni ho potuto vedere con i miei occhi ed abbracciare. E’ stato davvero surreale. E non so se questo articolo sia per ricredermi sulle potenzialità “dell’Internet”, sulle “relazioni” a distanza, o solo per esprimere il mio stupore e gratitudine per quanto ho vissuto negli ultimi 5 giorni.

Due anni fa ho aperto questo blog senza grandi pretese, ma soprattutto senza sapere come funzionasse. Ho sempre fatto le cose un po’ a caso, e senza darci molto peso ho iniziato a seguire altre persone in questa piattaforma, tra cui una ragazza che aveva appena aperto un blog, come me. E niente… Le commentai qualcosa come “sembri una mente interessante”. Poi abbiamo continuato a commentarci a vicenda i post. Non so come ma abbiamo iniziato a scriverci, forse prima su Tumblr, poi su Facebook, poi su WhatsApp. Ad un certo punto rivelazione: una telefonata.

…”wow, allora forse esiste”

Abbiamo guardato dei film insieme e degli episodi di OITNB a più di 800 km di distanza.
Ci siamo viste (sì, davvero!!!) su Skype. Ci siamo inviate molte lettere.

…”allora deve per forza esistere“…

E infine ci siamo viste. Ed è sembrato surreale. Ancora non mi sembra vero.
Ho capito che effettivamente ScrittaInParallelo esiste davvero.

Non pensavo che avrei mai ringraziato Internet se non per la quantità di contenuti scaricabili (come per esempio il gioco print to play di cui metterò la foto sotto). E invece mi devo ricredere.

In questi giorni, con questa persona che inizialmente non credevo nemmeno esistesse, ho suonato, cantato, ascoltato musica, guardato Ram Leela e Coco e pubblicità dal contenuto discutibile, fatto i pancakes, camminato a lungo sotto il sole e visitato luoghi, corso in bici, lavato i piatti, giocato a palla, giocato a carte, giocato a “And Then We Held Hands” (e le ho stretto una mano anche se non abbiamo vinto), giocato a Munchkin (si capisce che mi piace giocare?), accarezzato le mucche, partecipato ad una festa, lanciato sassi, messo i piedi nel fiume

Forse ora dimentico di elencare qualcosa, ma rimarrà un’esperienza indimenticabile.

 

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And Then We Held Hands

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